DIPENDENZA AFFETTIVA: Io l’ho superata

“Sono stata all’inferno e sono tornata. Undici lunghi anni della mia vita ho vissuto con un’ombra dentro di me, un macigno, una voce che mi ripeteva nella testa : lui non mi vuole. Io, una delle tante, la terza scelta, forse la quarta. All’inizio è stato amore, per me, sconvolgente. Passione che bruciava carne e anima. Con lui mi sentivo io. Mi sentivo intera, unica, viva. Senza di lui mi sentivo mezza, o meglio a pezzi. Ho iniziato a vivere lentamente, ho messo cose tra me e lui. Non cose qualsiasi. Cose che mi piacevano davvero. Ho iniziato a fare foto. A esporle. A frequentare gruppi di volontariato, ho iniziato a percepire che l’amore era dentro di me, e che se non arrivava da lui , arrivava da molte altri parti. Ero cieca, sorda, e all’improvviso ho iniziato a vederci. Il vuoto che sentivo non era più vuoto, era pieno di cose piene. Era bello di cose belle. Non ero più mezza. Ero intera anche senza di lui. Bella senza dovermi vestire e pettinare per lui. Non c’era più il fuoco della passione, non c’era più il brivido della trasgressione, del rischio, del chissà se riuscirò ad averlo ancora, almeno solo una volta. Tutto questo ha lasciato il posto a un calore, a una pacatezza. Ho iniziato a non sentire più rabbia per lui. Ho capito quanto tiene uniti l’odio. Ho iniziato a preferire un film piuttosto che cercarlo. Un buon libro, o un tè con un’amica, non per parlare di lui, ma per parlare di me, delle mie foto, delle mie letture. Avevo nascosto me stessa dietro di lui. Quando l’ho scoperto, di colpo l’ho visto vecchio, spento.

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PSICOLOGO – PSICOTERAPEUTA ACERRA