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Il vuoto d’amore e l’abbandono

Ma tu sì, maledici  
ora per ora il tuo canto perchè
sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata –  Alda Merini

I sensi di vuoto, depressione o autoalienazione che spesso accompagnano la vita delle persone sono spie importanti da tenere in considerazione dal momento che qualcosa nella nostra vita torna a bussare alla porta del nostro presente.

La rimozione del passato, la sistematica negazione dei ricordi, l’adesione a ideali non propri che sono ormai divenuti abiti di vita, costringono a vivere di continuo eccessivi sensi del dovere, angosce, rigidezza, sensi di colpa e di vergogna” (Tu vali molto di più – Carlo D’Angelo).

Costruirsi fondamenta così fragili non può fare altro che produrre influenze molto negative sulla formazione del proprio io.

Spesso ci sono dei motivi che nel corso della vita ritornano a risuonare e riuscire a fare qualche passo indietro per riconoscerli può essere un valido aiuto.

Credere di avere una vita priva di senso, svuotata, costantemente devota a dimostrare qualcosa a qualcuno non fa altro che forgiare degli schiavi e innescare nella persona l’idea martellante di essere vinti  e invisibili.

L’errore che frequentemente viene commesso è quello di ripetersi più volte è colpa mia’ piuttosto che andare a fondo delle proprie esperienze passate, considerare l’idea che semplicemente non si è stati amati abbastanza e affrontare quei sentimenti o quei dolori a lungo tempo inespressi.

Vivere a dispetto di quanto abbiamo vissuto in passato significa avere come alleati ansia, diffidenza, insicurezza e una continua convinzione di essere colpevoli del proprio destino.

Questo schema di sconfitta porta la persona ad aggrapparsi a qualsiasi tipo di esperienza e a qualsiasi tipo di persona che possa tirarlo fuori dal disastro in cui si trova.

Chi vive un vuoto d’amore è mendicante d’amore.

E’ costantemente alla ricerca di affetto, attenzioni, carezze e baci. Diventa dipendente e assuefatto da chiunque possa colmare quel bisogno lasciando scorrere dietro di sé la propria essenza e personalità. Questo non fa altro che annebbiare ancora di più la persona circa il senso della propria vita, non fa altro che assoggettare le proprie insicurezze e paure all’altro.

Questo disagio produce un blocco del processo di crescita e autodeterminazione, della capacità di rapportarsi agli altri e di costruire con le persone un rapporto pulito e autentico.

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